Mag 2022 Riutilizzo, Riciclo, Recupero, R…
Si parla spesso di 3R, il Riutilizzo, il Riciclo e il Recupero. Qualcuno parla anche di una 4a R, quella della Riduzione. Insomma dobbiamo pensarci sopra e capire cosa fare per limitare il nostro impatto, la nostra “impronta”. Bene, con questi pensieri in testa e senza la presunzione di costituire un modello, ho conosciuto Debora Basei. Sono serviti pochi, pochissimi minuti per entrare in sintonia e capire che si poteva fare qualcosa di buono, nello spirito di almeno una delle R viste sopra.
Noi siamo un’azienda che da sempre lavora il ferro, un’azienda metalmeccanica che taglia, piega, fora e salda il ferro. Lo facciamo in chiave industriale, perché costruiamo con il ferro macchine per l’agricoltura, ma il fare con le mani, il saper fare anche artigiano, deve restare nel nostro DNA. Guai a perderlo. E questi sono stati i primi pensieri con Debora.
Si cerca di non sprecare ma in ogni lavorazione ci sono sempre degli scarti, nel nostro settore si chiamano sfridi, sono i pezzi di lamiera che restano dopo il taglio di sagome, pezzi che spesso finiscono nel cassone, quindi destinati al Riciclo. In casi rari si possono prendere per piccoli lavori, e quindi destinati al Recupero. Quindi la materia c’è. Debora mi parla di copertoni di camion, che una volta usurati, vengono messi in una macchina che li fa letteralmente a strisce, come fossero tagliatelle. E sono di plastica buona, resistente.
Ecco l’idea, nata dalla vivacità creativa di Debora: una ,poltrona per esterni una struttura in ferro con la seduta fatta di copertoni, ops, fili di copertoni, intrecciati, alla maniera delle vecchie sedie in paglia, anche qui un certo saper fare artigiano. Si comincia con dei bozzetti, ma bastano poche parole e tutto finisce nelle mani di Alessandro, abile operaio, esperto, acuto e capace di trovare soluzioni. Alessandro è anche il responsabile della produzione, quindi lavora su questo progetto nei Ritagli di tempo (altra R da non dimenticare), costruisce con le sue mani questa incredibile poltrona, e poi tesse l’intreccio di copertoni in fili per la seduta. Trova il modo di fissare la plastica al ferro, et voilà, il prodotto è finito.
Ma cos’è? Qualcuno si azzarda a chiedere, ma potrebbe avere un mercato? E quanto costerebbe? Siamo fuori strada, un oggetto fatto di Ritagli, Recuperati da un cassone per essere Riciclati, messi insieme con abilità artigiana, per essere Riutilizzati, in altra forma e con altra funzione. Quanto valore diamo a questa operazione? Oggi, come esercizio, quasi un gioco, ma domani, come modus operandi? Non c’è una risposta, o forse ne abbiamo tante e possiamo con queste giocare a migliorare?
Iacopo Meghini
CEO Metalmont